“Buon Compleanno Bellevue!”, grande festa per i 90 anni del prestigioso resort di Cogne

Una nicchia, un’enclave nel nostro tempo, una sorta di parentesi, forse un punto esclamativo. Fermare lo scorrere del tempo, lasciarsi cullare dalla pigrizia, riscoprire e apprezzare chi ci sta vicino, perdersi nei particolari, fare pace con se stessi, provare piacere nei gesti semplici, snobbare le calorie, lasciare che la frenesia scorra via al di là dei prati e delle montagne…Questo è il Bellevue, il Bellevue di Cogne. Costruito nel 1925 dalla famiglia Cuneaz con l’intenzione di creare una casa accogliente dove i villeggianti potevano trovare i migliori comfort dell’epoca, il Bellevue è divenuto uno tra i più importanti alberghi dell’arco alpino con una gestione familiare, sempre attenta alle mutevoli esigenze dei tempi. La famiglia, ora arrivata alla quarta generazione, è rappresentata dal “Maître de Maison” Laura Roullet, discendente di Paola Jeantet e Piero Roullet e nipote di Carlo Jeantet, gli artefici della crescita dell’Hotel. Dopo 90 anni di perfezionamenti, il Bellevue di Cogne non si può definire semplicemente un hotel, ma è piuttosto uno scrigno di emozioni e di esperienze sempre nuove e inattese: 29 camere e sei suite, tre camere con camino nell’adiacente chalet sono pronte ad accogliere gli ospiti. Il giovane e talentuoso chef Fabio Iacovone conduce la numerosa brigata di cucina e offre una variegata proposta di ristorazione all’insegna delle linee guida per il 2015: meno grassi, meno zucchero, meno sale, e tanto spazio riservato alle verdure. Al Bellevue si sceglie il tipo di ristorante che meglio soddisfa le proprie esigenze: Le Petit Restaurant, premiato con 1 stella Michelin, il Bar à Fromage, restaurant de montagne, La Brasserie du Bon Bec , ristorante tipico, il Gourmet, e la Terrazza. Il Bellevue ha da poco inaugurato la sua nuova spa “Le sorgenti del Gran Paradiso”: 1200 mq di percorsi acquatici e di benessere affacciati sul Monte Bianco e sui bellissimi Prati di Sant’Orso. A disposizione degli ospiti due piscine con molteplici getti d’acqua, cinque tipi di saune (bio-sauna agli agrumi, bio-sauna al fieno, sauna alla camomilla, sauna finlandese, sauna a raggi infrarossi), due bagni di vapore, un’ampia grotta salina, una vasca idromassaggio, una grotta di ghiaccio, delle docce sensoriali, una palestra Technogym, una sorgente di acqua minerale, una cantina per la maturazione delle argille e un ventaglio di trattamenti per il viso e per il corpo nonché numerosi percorsi per la remise en forme. Il Bellevue ha ricevuto numerosi riconoscimenti anche a livello internazionale. Tra gli ultimi il prestigioso Prix Villegiature Award 2013 quale Migliore Spa d’Hotel d’Europa e le Tre stelle World Best Wine Lists da The World of Fine Wine 2014. Per celebrare l’importante traguardo dei 90 anni il Bellevue propone una serie di iniziative in calendario per tutto il corso dell’anno, ma i festeggiamenti principali si terranno il martedì 16 giugno. Sarà una serata di festa, con amici Grand chef al di qua e al di là della Alpi: cucineranno con Fabio Iacovone, chef del Bellevue, Luisa Marelli Valazza de Al Sorriso di Soriso, Emmanuel Renaut del Flocons de Sel di Megève e Pierre Maillet dell’Albert 1er di Chamonix. Ma non è finita… Per celebrare questo importante anniversario, durante la serata sarà presentata la terza pubblicazione del Bellevue: ‘Rarità Alpine’. Ideato e voluto da Paola e Piero Roullet per condividere con i loro ospiti il loro percorso durato una vita per raccogliere mobili, dipinti, e oggetti d’uso quotidiano che rappresentano la cultura e l’evoluzione della civiltà alpina, a partire dalla storia delle loro famiglie, dal modo di vivere, di mangiare, di vestire e di divertirsi. Tutti il materiale raccolto, tra i quali spiccano anche alcune autentiche rarità sono diventati oggetti d’arredo del Bellevue, riprendendo, dopo attenti restauri, vita e uso.

Perché un libro sulle raccolte del Bellevue? “Per rallentare lo scorrere del tempo, per dare modo di contemplare e ricordare, per comunicare ai nostri ospiti in primis poi ai nostri figli e nipoti l’attaccamento a quel patrimonio di conoscenze e di certezze ormai sepolto dalla cosiddetta civiltà moderna ma ancora capace di farci sognare” scrive Piero Roullet nella ultime pagine del suo libro.

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