Modigliani…

L’artista Modigliani aveva iniziato i suoi studi a Pietrasanta come scultore agli inizi ‘900. Una palina informativa, all’ingresso della centrale via Mazzini (ex via Vittorio Emanuele), lato Piazza Statuto, dove la storia racconta scelte di abitare durante il suo soggiorno in città per imparare dai maestri artigiani, ne ricorderà il “passaggio”. Modigliani aveva scelto la città Pietrasanta perché era considerata, grazie alla maestria dei suoi artigiani e scalpellini riconosciuta già in tutto il mondo, la patria della lavorazione artistica del marmo. L’iniziativa, con lo svelamento della palina, si è tenuta ieri, sabato 13 marzo alla presenza del sindaco, Alberto Stefano Giovannetti e di Lorenzo Belli, giovane studioso ed appassionatodi storia che ha raccolto in una pubblicazione il frutto di studio e ricerche su Modigliani a Pietrasanta. Le ricerche sono state condotte insieme alla professoressa Anna Guidi. Allo svelamento erano presenti il presidente del Centro Arti Visive, Nicola StagettiVittorio Guidi del Museo Guidi e lo storico, Lodovico Gierut.Il libro, promosso dall’associazione Alkedo ed edito grazie al contributo della Banca di Credito Cooperativo Versilia Lunigiana Garfagnana, è stato pubblicato in occasione del centenario della sua scomparsa, lo scorso anno, ma la pandemia ne ha impedito la divulgazione e la conoscenza. Lo svelamento della palina è stata anche l’occasione per conoscere, dalla voce dello studioso, curiosità, elementi e testimonianze della presenza di Modigliani a Pietrasanta tra documenti storici, cartoline e suggestivi racconti.“Pur essendosi affermato come pittore di fama internazionale – ha spiegato Belli – Modigliani ha dovuto lottare sin da giovane con la sua vocazione per la scultura. Con le nuove scoperte storiografiche si può ragionevolmente dire che iniziò a scolpire il marmo non ancora maggiorenne a Pietrasanta nel 1902. Ci sono le prove storiche, le testimonianze e molto altro”.Pietrasanta, innalzata nel 1841 a “città nobile” dal Gran duca Leopoldo II, era inserita in un territorio storicamente ricco di laboratori artigianali e circondato da bacini estrattivi delle Alpi Apuane dove si poteva reperire facilmente la materia prima. L’artista aveva trovato ospitalità in via Vittorio Emanuele II, oggi via Mazzini, nota da sempre come “via di Mezzo”, presso Emilio Puliti proveniente da una famiglia di lavoratori del marmo. Nel 1913 Modigliani torna di nuovo a Pietrasanta e, secondo la corrispondenza1 spedita al suo mecenate Paul Alexandre, afferma che il suo lavoro di ricerca si sarebbe esaurito solamente con un’esperienza diretta e coinvolgente alle vicine cave di marmo che avrebbe fatto nell’arco di 15 giorni dalla data del 23 aprile 1913. Dopo questa ricerca sul campo, proprio come fece il suo illustre predecessore Michelangelo Bonarroti 400 anni prima e, a seguito dal duro lavoro manuale di scultore, il suo già precario stato di salute peggiorò tanto da farlo desistere dal suo sogno di diventare scultore ad aprire un atelier in zona. Di lì a poco ripartì per Parigi dopo si dedicò esclusivamente alla pittura. I bozzetti per le opere di scultura che avrebbe dovuto realizzare a Pietrasanta gli avevano donato quella semplicità del tratto e una nuova visione della realtà grazie alle quali sarà universalmente riconosciuto come uno dei più grandi pittori italiani di sempre.

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