The New Pope

Con “la libertà espressiva” che spesso le serie televisive consentono rispetto “ai più rischiosi” progetti cinematografici, ecco di nuovo il talento di Paolo Sorrentino applicato alla narrazione tv: dal 10 gennaio va in onda in esclusiva su Sky Atlantic e Now Tv ‘The New Pope’, la nuova serie del premio Oscar della Grande Bellezza ambientata in Vaticano, seguito del successo internazionale The Young Pope.

La serie originale Sky creata e diretta da Sorrentino, scritta con Umberto Contarello e Stefano Bises, prodotta da The Apartment e Wildside, parte di Fremantle, con ricostruzioni kolossal – 4500 costumi, 22 settimane di riprese, 9 mila fra protagonisti e figuranti, ricostruzione della facciata e degli interni della Basilica di San Pietro e della Cappella Sistina – comincia dove finiva la prima: il giovane e affascinante americano papa Pio XIII (Jude Law) è in coma.

Dopo l’anteprima alla Mostra del cinema di Venezia ora per il prodotto Sky, Hbo, Canal +, è il momento della messa in onda e c’è curiosità sulla sfida tra i due protagonisti Law e John Malkovich e sullo sviluppo narrativo della storia. Il nuovo plot è noto: “il papa è in coma e c’è la necessità del Vaticano di avere un reggente affidabile. Come spesso accade nella realtà si tende a creale alternanza e dunque grazie alla diplomazia del segretario di Stato Voiello (Silvio Orlando) la scelta ricade su un personaggio meno duro, meno spigoloso, più incline al compromesso e alla ‘via media’ da lui stessa teorizzata in un libro”. E così l’aristocratico inglese moderato, sofisticato, egocentrico, elegantissimo sir John Brannox (Malkovich) sale al soglio di Pietro e prende il nome di Giovanni Paolo III. Ma il carismatico Law, che folle di fedeli idolatrano e pregano invasati per le strade, si risveglia dal coma.

Ecco che due papi, cosi come nella realtà con Benedetto XVI e Francesco I, sono in Vaticano mentre minacce esterne colpiscono i simboli della cristianità. “Pio XIII e Giovanni Paolo III rappresentano due visioni diverse del papato, di fare politica e anche della vita: la prima prevede che i problemi vengano affrontati in maniera diretta, senza compromessi l’altra si adopera per l’opposto”. Ma al di là degli scontri è il tema del fondamentalismo, anche cattolico, a tenere alta la tensione di The New Pope. La serie, che vede nel cast anche Cecile de France, Javier Camara, Ludivine Sagnier nei ruoli principali, potrebbe non essere l’ultima né dell’ambientazione vaticana (un nuovo sequel a grande richiesta internazionale?) né in generale. La fascinazione di Sorrentino per la serialità tv non è esaurita, tutt’altro. The Young Pope è stata inserita nella classifica del Time tra le serie più importanti del decennio mentre The New Pope è tra quelle più attese nelle hit dal Guardian al New York Times. “Per anni la tv è stata un luogo di serie B perché la libertà viveva nel cinema, oggi va diversamente: i film dal punto di vista finanziario sono più rischiosi di una serie, preoccupano di più, sono più esposti a censure e raddrizzamenti narrativi per non scontentare nessuno”.

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