IN PUNTA DI PENNA… ” Crepuscolo “

Crepuscolo è un libro per chi, pur avendo accettato a malincuore che il lieto fine non sempre esiste, crede intensamente nel riscatto delle emozioni e nell’irruenza dei sentimenti. Nella cittadina di Holt la vita procede lentamente, seguendo i ritmi che la regina natura impone. È un Colorado che abbiamo imparato a conoscere attraverso la penna suggestiva di Kent Haruf e che in ogni suo romanzo diventa protagonista silenzioso ma esigente. Gli abitanti si adeguano alle sue richieste, rispettosi e devoti, affrontando il caldo più torrido e il freddo più rigido. Le storie di ognuno di loro sembrano destinate a correre lungo binari paralleli, solitarie e irte di ostacoli. Eppure, ad un certo punto, si incontrano o si scontrano e si ritrovano a procedere nella stessa direzione, intrecciate e solidali. Si tratta di vite dedite all’allevamento e alla coltivazione dei campi, spesso apparentemente indurite dal territorio che le ha forgiate, ma sempre pronte a dimostrare una toccante umanità. Leggiamo di storie ordinarie che improvvisamente diventano straordinarie, di donne e uomini comuni che trasformano la quotidianità in piccole perle di infinito.

In questo volume ritroviamo i fratelli McPheron che avevamo iniziato ad amare in Canto della pianura, insieme a Victoria e alla sua bambina Katie, e di cui ora abbiamo la sensazione di non poter più fare a meno. Come se fossero parte delle nostre esistenze, come se li conoscessimo da sempre, partecipiamo alle loro risate e piangiamo della loro disperazione. Raymond, travolto da un’improvvisa disgrazia deve stravolgere quei radicati equilibri su cui aveva costruito la propria intera esistenza e con coraggio rimettersi in gioco.

Conosciamo, inoltre, la famiglia sgangherata dei coniugi Wallace che vive in una roulotte fatiscente e sopravvive grazie ai buoni pasto. Luther e Betty, che nella loro a volte odiosa semplicità adorano i propri figli, sono totalmente incapaci di occuparsene e di proteggerli dalle botte di uno zio alcolizzato e violento. I servizi sociali, nella persona di Rose, sono costretti ad intervenire per evitare che una triste storia si trasformi in un drammatico epilogo. Ci sono poi DJ e il nonno, Dena e la sua famiglia. Gioie e dolori, raccontati sempre con uno stile asciutto e diretto ma umanamente magico, si alternano e si sovrappongono proprio come nella vita reale, regalando sorrisi e lacrime.

L’atmosfera genuina e dai contorni non sempre nitidi di Holt è ciò che più rimane indelebile nel ricordo di chi si è immerso nelle pagine di Haruf, di chi ha voluto addentrarsi nelle coscienze dei suoi protagonisti, di chi si è lasciato trasportare dalle sue indimenticabili vicende.

Lucy

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