IN PUNTA DI PENNA… ” L’animale femmina “

“Devo andarmene da questa casa o mi verrà una brutta malattia” è il pensiero che ossessiona Rosita, una ragazzina di quattordici anni che si sente in gabbia, schiacciata dal peso soffocante di una madre ingombrante. La forza della disperazione e la paura di rimanere risucchiata dalla malinconia del paese in cui vive le danno il coraggio di andarsene e di cercare la propria libertà altrove.

Dopo sette anni, però, la vita non ha preso la piega sperata: iscritta alla facoltà di Medicina è di gran lunga fuori corso, condivide un triste appartamento con altre studentesse con cui non riesce a legare, per mantenersi lavora sottopagata in un supermercato vicino a casa e frequenta con poco entusiasmo un uomo sposato. Nulla è al posto giusto, tutto sembra seguire le previsioni di sua madre convinta che da sola non sarebbe riuscita a combinare un granché.

È proprio mentre sta pensando di arrendersi, sommersa dalle bollette e dagli esami universitari, che un’occasione insperata si presenta come un dono di Natale. È il 24 di dicembre quando, per restituire un portafoglio rubato trovato in un cassonetto, incappa in Ludovico Lepore, un anziano avvocato aspro e ruvido. Dopo poche chiacchiere di convenienza Rosita riceve una proposta impossibile da rifiutare: lavorare part-time come segretaria nello studio dell’avvocato con uno stipendio generoso e la possibilità di studiare nei tempi morti. Quest’uomo è forse Mr Scrooge che la vigilia di Natale si trova a dover affrontare una vita di meschinità e a cercare di recuperare in extremis? Le premesse sembrano proprio queste, ma Rosita si accorgerà fin da subito che accettare la proposta significa scendere a compromessi con se stessa e con quei principi che fino a quel momento non aveva mai messo in discussione.

Ludovico Lepore ha un passato segreto e doloroso che viene raccontato parallelamente alla storia di Rosita Mulè. Ad un certo punto le due vite si incrociano e tutti i pezzi del puzzle si uniscono a formare un disegno perfetto. La giovane donna è continuamente costretta a scontrarsi con il cinismo e l’aridità di Lepore, a tacere di fronte alla sua violenta misoginia, a sottomettersi al suo gioco di potere subdolo e devastante. Rosita, completamente passiva, non trova la forza di ribellarsi a chi, dopo averla salvata economicamente, la tormenta con velenose provocazioni. Gioca con la sua impacciata femminilità, la porta a mettere a nudo vanità e desideri che non sapeva di possedere. Passato l’iniziale entusiasmo il nuovo lavoro diventa uno stillicidio lento e inesorabile che si manifesta con il ritorno di una dermatite recidiva. È troppo il peso di quell’uomo che non concede attenuanti a niente e nessuno. È un vecchio a cui la vita ha inaridito il cuore e i pensieri e che sputa fango su ogni donna che transiti nel suo percorso. Ma la soluzione è nascosta nel segreto che si porta dietro da una vita, in quel fardello che negli anni ha gravato in maniera eccessiva. Tutto ha un prezzo, anche in amore.

In questo romanzo potente si sente l’urgenza di gridare il bisogno di libertà che ognuno di noi ha insito in sè. Tutti possiamo essere schiavi, ma tutti possiamo liberarci. È così accadrà anche a Rosita che troverà il coraggio di spezzare quelle catene che da sempre la tenevano legata.

Con uno stile diretto e forte L’animale femmina ci racconta l’evoluzione di una donna, le contraddizioni dell’amore, le debolezze umane e la voglia di rinascita.

Lucy

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