IN PUNTA DI PENNA… ” La libreria della Rue Charras “

Tra le “viuzze baciate dal sole” di Algeri si nasconde l’attuale Rue Hamani, un tempo Rue Charras, con il suo carico di storie che aspettano solo di essere raccontate. Nella vetrina dimenticata del civico 2 bis campeggia ancora una scritta, in arabo e in francese, che ricorda un passato ormai vivo solo nella memoria degli abitanti del quartiere: “Un uomo che legge ne vale due”. Nel 1936, a ventun’anni, Edmond Charlot aprì in questo luogo la libreria Les Vraies Richesses in onore al capolavoro dello scrittore Jean Giono. In una stanza lunga sette metri e larga quattro il giovane Edmond divenne libraio ed editore, frequentando autori del calibro di Saint-Exupéry e André Gide e dando vita alle famose Éditions Charlot. Pubblicò le prime edizioni di volumi indimenticabili, pietre miliari della letteratura francese, e scoprì il giovane Albert Camus.

La libreria di Rue Charrasripercorre l’avventura letteraria di Charlot muovendosi su due piani temporali ben distinti che si alternano lungo tutto lo svolgersi della narrazione. Se da un lato troviamo il ventenne Ryad, studente universitario parigino, giunto ad Algeri ai giorni nostri per portare a termine uno stage a dir poco bizzarro all’interno della libreria, dall’altro sfogliamo il diario del libraio-editore Charlot tra gli anni ’30 e gli anni ’60.

L’autrice algerina Kaouther Adimi, dopo un lungo lavoro d’archivio è un po’ di immaginazione, come lei stessa dichiara, ricostruisce un ipotetico diario in cui vengono rivissuti gli anni che dalla nascita della libreria attraversano il conflitto mondiale e la guerra contro la Francia, fino all’indipendenza dell’Algeria nel 1962. Dal fervore intellettuale e dall’entusiasmo degli anni giovanili, ricchi di amicizie appassionate e stimolanti, passiamo alla delusione e alla disillusione di un libraio-editore posto di fronte alla dura e amara realtà del fallimento. Abbandonato dagli amici e messo in ginocchio dalla sua stessa patria vede lo sgretolarsi di un progetto. Tuttavia, ciò non significa la fine di un sogno.

Les Varrei Richesses continuerà a vivere, prima con la la signora Charlot, moglie del fratello di Edmond, poi con il fedele Abdallah. Negli anni Novanta la libreria, acquistata dallo Stato, verrà trasformata in succursale della Biblioteca nazionale di Algeri e Abdallah ne diverrà l’addetto al prestito. Ultimo tassello di questa vicenda letteraria egli è un omone di due metri che non ama particolarmente leggere ma che ha a cuore la sorte dei libri e che non vuole arrendersi di fronte alla fine di un’epoca. Quando Ryad, per portare a termine lo stage che gli è stato assegnato, si trova a dover smantellare definitivamente la libreria per far posto ad un negozio di ciambelle deve affrontare Abdallah, gli abitanti della via e il peso del sangue e della storia impregnati nei muri.

La libreria di Rue Charras si muove tra finzione e realtà regalandoci una storia delicata e piena di fascino, a tratti malinconica e disincantata. È un romanzo dedicato a chi di libri vive, a chi non può farne a meno e a chi crede che i libri posseggano un’anima.

Lucy

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