IN PUNTA DI PENNA… ” E Marx tacque nel giardino di Darwin “

Se in una Londra umida e fumosa di fine Ottocento Charles Darwin e Karl Marx si ritrovassero a cenare allo stesso tavolo che cosa potrebbe mai accadere? È ciò che immagina con pungente ed efficace ironia Ilona Jerger, scrittrice e giornalista tedesca, nel suo esordio letterario E Marx tacque nel giardino di Darwin.

Darwin in quegli anni era famoso in tutto il mondo per il suo capolavoro rivoluzionario L’origine della specie e si stava dedicando alla stesura deLa formazione della terra vegetale per l’azione dei lombrichi,mentre Marx, esule in terra britannica, aveva già pubblicato Il manifesto del partito comunistae il volume primo de Il Capitale.

Non più giovani e pieni di acciacchi vivono nella campagna londinese a poche miglia di distanza l’uno dall’altro, ma non hanno mai avuto occasione di incontrarsi. Per placare i fastidiosi disturbi legati ad una vita sregolata e dedita allo studio ossessivo si rivolgono entrambi al dottor Beckett, giovane medico ateo e dalle idee progressiste e all’avanguardia, che diventa il filo conduttore di un romanzo che si muove, con estrema eleganza, tra storia e finzione. È proprio durante una delle regolari visite a Marx, provato da una forma grave di bronchite e da terribili attacchi di emicrania, che il dottore si accorge di una copia de L’origine della specietra gli scaffali della libreria. Marx confida all’amico di averlo letto voracemente, prendendo appunti di ogni sorta, e di aver inviato al naturalista inglese una copia del suo Capitaleaccompagnata da una dedica in cui gli manifestava grande stima e vicinanza di pensiero. Il libro, come potrà constatare Beckett, è effettivamente infilato tra gli scaffali impolverati di Darwin ma totalmente abbandonato e mai finito.

Il sogno del giovane medico di far incontrare i due grandi studiosi sembra sfumare proprio a causa del disinteresse dimostrato da Darwin, naturalista rivoluzionario ma benestante conservatore, nei confronti delle idee comuniste. Sarà una circostanza fortuita (frutto della fantasia dell’autrice perché nella realtà l’incontro tra i due non è mai avvenuto) a riunirli allo stesso tavolo per una cena tra “liberi pensatori”. Alla serata partecipano anche Edward Aveling, genero di Marx, il medico tedesco Ludwig Büchner, Emma, moglie di Darwin e convinta credente e il reverendo Thomas Goodwill.

Il risultato di questo improbabile e mal assortito incontro è una serata disastrosa in cui religione, politica e scienza si scontrano senza lasciare spazio a diplomazia o discrezione. Dal punto di vista narrativo è una scena brillante e ricca di humor e sarcasmo che termina con la disfatta totale del parroco Goodwill che, travolto dalle idee troppo rivoluzionarie dei suoi commensali, non regge la tensione e sviene cadendo dalla sedia.

Realtà e invenzione si intrecciano per tutto il romanzo alternando dati storici e inconfutabili a puri slanci di immaginazione che trascinano il lettore in un originale e ben strutturato confronto-scontro tra due massimi pensatori del XIX secolo.

Lucy

 

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