IN PUNTA DI PENNA… ” Faremo Foresta “

A volte la vita decide di fare una pausa, indifferente ad impegni o progetti, senza nessun preavviso si ferma e si riposa. Ma non ti dice se è quando tornerà ad essere tua alleata, ti lascia in un limbo di incertezze e paure. È ciò che accade, anche se con dinamiche completamente diverse, ad Alessandro e a Maria che, nello stesso giorno, cadono a terra rispettivamente per un incidente in moto e per un aneurisma cerebrale. Entrambi appartengono e si intrecciano alla storia di Anna, protagonista dell’ultimo libro di Ilaria Bernardini, Faremo foresta.

Nel giorno zero o del disastro, come viene da tutti definito, anche l’esistenza di Anna subisce una svolta: è arrivato il momento di ammettere la fine del suo matrimonio e di dirlo a Nico, il figlio di quattro anni.

Anna, Maria e Alessandro, devono rialzarsi e ricostruirsi, partendo dalle macerie di tre vite ammaccate. Convivono con il demone della paura che si affaccia subdolo ad ogni passo e ogni giorno devono affrontarlo e tenerlo sotto controllo: “Mi ammalerò di nuovo? Mi accascerò al suolo all’improvviso? Riuscirò ad amare nuovamente? Ricomincerò a scrivere?”. Anna, infatti, è una scrittrice in crisi che fatica a ritrovare se stessa e a riconoscersi nella donna che vede tutti i giorni riflessa nello specchio. Rinascere è difficile e faticoso e richiede uno sforzo ben maggiore rispetto al semplicissimo cadere. Sul balcone del nuovo appartamento, che affitta in seguito alla separazione dal marito, trova abbandonate alcune piante tristi e rassegnate che, come lei, hanno bisogno di riacquistare fiducia e calore. Sarà Maria, con i capelli rasati in seguito all’operazione e l’andatura incerta di chi ascolta attenta ogni minimo segnale del proprio corpo per scoprirne qualche tara nascosta, ad occuparsi delle piante di Anna. Per ripartire da zero in certi caso è necessario appoggiarsi a chi, vicino a noi, sia disposto a sorreggere il peso. Per affrontare il proprio percorso di recupero le due donne tacitamente si scelgono.

In questo romanzo potente ma delicato assistiamo alla forza della vita che si aggrappa ad ogni appiglio le venga offerto per ricominciare e andare avanti ancora più disperata e determinata. Anna e Maria, due nomi semplici per due donne tutt’altro che comuni. Lentamente, mentre le piante diventano sempre più forti e rigogliose, anche loro acquistano vigore. Imparano a conoscersi e a rispettarsi mantenendo, anche nella vicinanza, ognuna il proprio spazio. Vediamo Maria che piano piano recupera sicurezza, ammiriamo i suoi lunghi capelli ricrescere e tifiamo per la sua rinascita. Anna ritrova l’amore in tutta la sua pienezza e ricomincia a scrivere. Diventano un tutt’uno con le piante e insieme “fanno foresta”.

“Siamo diventate più intime. Ci raccontiamo i progetti sulle piante e come stanno cambiando le nostre vite. Cosa ci sta interessando in questo momento e dove abbiamo mangiato o viaggiato di recente. Io guardo il suo corpo cambiare, riappropriarsi della forza e della salute, la sua mente cedere spazio alla serenità dove prima abitava la paura…. Ci stiamo simpatiche e stiamo bene però ci vediamo solo quando viene a occuparsi delle piante. Non ci verrebbe in mente di uscire per una birra. Abbiamo bisogno della nostra foresta.”.

Mentre le due donne ritornano a splendere anche Alessandro, che teniamo sotto controllo per tutto il romanzo, riacquista la pienezza della propria identità.

Anna, Maria e Alessandro: tre piante spezzate che fioriscono a nuova vita.

Lucy

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