IN PUNTA DI PENNA… ” Quando una casa editrice non sbaglia un colpo! “

Potrebbe sembrare una citazione tratta dall’oroscopo cinese ma il 2017 è stato decisamente l’anno dello Struzzo! L’animale simbolo della casa editrice Einaudi ha campeggiato per mesi in tutte le classifiche di libri più venduti. Si è accaparrata due dei premi letterari più prestigiosi, Lo Strega e il Campiello, lasciando a bocca asciutta tutti gli altri editori.

Due sono gli autori italiani che lo hanno permesso, due i romanzi che hanno sbaragliato ogni concorrenza: Paolo Cognetti con Le otto montagne e Donatella Di Pietrantonio con L’Arminuta.

Le otto montagne.

Pietro e Bruno sono prima ragazzini, poi adolescenti e infine adulti, ma sempre amici. Soprattutto amici. Sono diversi in tutto: nel passato, per origini ed educazione, nel presente del loro primo incontro e nel futuro, per sogni e progetti. Incuriositi ed affascinati l’uno dall’altro, estate dopo estate, imparano a conoscersi, ad accettarsi e a crescere sotto lo sguardo impassibile dell’imponente Monte Rosa. In questo ultimo romanzo di Cognetti la montagna è una protagonista silenziosa e spesso insidiosa che mette a nudo le fragilità e le contraddizioni di chi sembra sfidarla. Amica-nemica è una montagna incantata e romantica, ma anche crudele e spietata. È potente quando crea legami indissolubili, ma egoista quando ruba violentemente gli affetti.

Pietro, irrequieto e indomabile, attraverso un delicato viaggio interiore ripercorre l’irrisolto rapporto col padre che impara a perdonare per le sue debolezze e mancanze.

Bruno è la sua terra: pascoli, bestiame e libertà. Da loro non si staccherá mai.

Le otto montagne è un romanzo d’amicizia, di formazione, di legami forti e sentimenti puliti.

L’Arminuta.

“L’Arminuta” non ha nome. La vediamo arrivare con una valigia in una mano e una sacca di scarpe “confuse” nell’altra, asciughiamo le sue lacrime e ascoltiamo le sue paure, la osserviamo crescere e fiorire ma non possiamo chiamarla per nome. È come se, dopo aver perso tutto, avesse perso anche la propria identità. In dialetto abruzzese “l’Arminuta” è “la ritornata” ed è la giovane protagonista di un romanzo tutto italiano nei sapori, nei colori e nelle voci. Costretta ad abbandonare famiglia e amici si ritrova catapultata in una realtà aspra e difficile in cui si lotta quotidianamente contro il demone della miseria. È un ritorno forzato alle origini che rimescola le carte in tavola di una vita felice e ovattata. Ha tredici anni e tutto ciò che sa è che deve separarsi dalla donna che finora ha chiamato “mamma” per vivere con un’altra che non chiamerà mai “mamma”.

Ma di chi è figlia “l’Arminuta”? Ha due madri ma si sente figlia di nessuno. L’autrice ci racconta una storia emotivamente intensa che scandaglia nel profondo il rapporto madre-figlia, con un linguaggio asciutto e potente.

Lucy

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