IN PUNTA DI PENNA… ” Wilt “

Wilt nasce dalla penna irriverente di Tom Sharpe nel 1976 e diventa subito il primo di una serie di romanzi dedicati alle avventure rocambolesche ed esilaranti di Henry Wilt.
Professore di cultura generale in un istituto tecnico del Distretto di Fenland, Inghilterra, combatte ogni giorno vanamente per arricchire il livello culturale dei suoi allievi macellai, imbianchini, muratori e idraulici. Totalmente disinteressati ai Saggi di Orwell, al Candido di Voltaire o a Il signore delle mosche gli studenti preferiscono disquisire sull’efficacia dei diversi metodi contraccettivi o sull’inutilità degli Irlandesi che sono “peggio dei negri”.
Se la vita lavorativa di Wilt è a dir poco frustrante, quella privata è un disastro.
Henry trascorre le proprie giornate cercando di escogitare un modo veloce ed efficace per liberarsi della bella e stravagante moglie Eva, fantasticando su raccapriccianti e improbabili omicidi.
È in questo contesto di insoddisfazione e inadeguatezza che, per un susseguirsi di eventi ironici e paradossali, arriva Judy che sconvolgerà in maniera radicale la vita di tutti.
Judy è una provocante e insolente bambola gonfiabile che compare durante un “party” piuttosto ambiguo nella villa di due eccentrici americani e si guadagna immediatamente il ruolo di protagonista assoluta della storia. A causa di un malinteso si insinua nella vita di Wilt e, in breve tempo, riesce a dar vita ad un concatenarsi di equivoci, situazioni imbarazzanti e colpi di scena che distruggono la dignità e la reputazione dell’irreprensibile professore.
Arrestato per il presunto assassinio della moglie si trova a dover affrontare l’ispettore Flint e i suoi pressanti interrogatori da cui, però, esce sempre trionfatore. La sua natura cinica e insofferente al sistema, insieme ad una mente vivace definita da lui steso “a cavalletta”, riescono a smantellare tutti gli schemi ripetitivi e prevedibili degli agenti inglesi.
L’autore non perde occasione per dissacrare e deridere amabilmente il corpo di polizia britannico, regalando al lettore delle vere e proprio perle di ironia e di “English humor”.
Wilt riesce a trarre il meglio dalla situazione apparentemente destabilizzante in cui si trova e, da potenziale colpevole di uxoricidio, stravolge la sua intera esistenza e cambia quelle regole di vita che sembravano ormai consolidate.
Paradossalmente in carcere si sente libero, più di quanto fosse nella gabbia della quotidianità in cui era incastrato da anni.
La scrittura folle e geniale di Tom Sharpe racconta le debolezze e le contraddizioni della società inglese con un piglio satirico che sfiora spesso la volgarità senza mai toccarla. Si ride, a volte amaramente, ma in ogni pagina non mancano spunti di riflessione e profonde verità.

Lucy

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