IN PUNTA DI PENNA… ” Ragione e Sentimento “

Chissà cosa ne penserebbe Jane Austen se a distanza di due secoli si trovasse per le mani questa rivisitazione di uno dei suoi più amati capolavori, “Ragione e sentimento”. Stefania Bertola affronta con molto coraggio un compito davvero arduo e pericoloso trasportando le sorelle Dashwood dal Surrey di fine Settecento alla Torino del 2014. Le linee guida del romanzo ripercorrono quelle del classico che, anche nelle trasposizioni cinematografiche, ci ha fatto sognare e innamorare ma in una chiave totalmente moderna.

Maria Cristina Cerrato, madre di Eleonora, Marianna e Margherita, si ritrova improvvisamente vedova e inaspettatamente anche povera. Il defunto marito, Gianandrea Cerrato, tenuti ben nascosti i debiti di gioco che lo portarono a dilapidare tutto il patrimonio, lascia le quattro donne del tutto spiantate. Costrette ad abbandonare Villa dei Lillà, la casa di famiglia che per testamento finisce al figlio del primo matrimonio Cerrato, Edoardo, devono affrontare la vita reale dando fondo a risorse personali che non sapevano neanche di possedere.

La figlia maggiore Eleonora, razionalità e concretezza, prende in mano le redini di una famiglia allo sbando e con molta diplomazia e pazienza accompagna le sue donne passo dopo passo per ritrovare un rinnovato equilibrio. Marianna, bella e ingenua, legge i sonetti di Shakespeare e davanti alle forti emozioni sviene come nei migliori drammi ottocenteschi. Tutta sentimento, crede nell’amore vero e vive per realizzarlo seguendo delle proprie regole molto strutturate, a volte surreali e totalmente anacronistiche rispetto al periodo in cui si trova catapultata. La piccola Margherita, invece, nel pieno di una vivace adolescenza, si chiude in una dimensione parallela in cui compaiono personaggi come George Harrison e Paul McCarthy.

Con modalità e consapevolezze differenti inseguono tutte e tre il sogno dell’amore, ma incappano in figure maschili imperfette e facili alle cadute. Il giovane e inaffidabile Willoughby, che nell’originale spezzerà il cuore a Marianne, è interpretato da Lux, irresistibile solista dal talento limitato di una band torinese a caccia di successo. Edward, il solo capace di smuovere la rigidità emotiva di Elinor, è Giulio Balbis, unico erede di una famiglia benestante di Torino che sceglie di sopravvivere con il modesto stipendio da insegnante. La madre Adriana lo vorrebbe sposato con una sua “pari” ma in seguito a varie e bizzarre vicissitudini si ritrova quasi costretto a convolare a nozze con una prorompente e molto eccentrica nigeriana di nome Lucy.

I richiami alla Austen percorrono tutto il libro, dai nomi alle situazioni che per chi abbia letto il libro suonano continuamente familiari, ma vengono totalmente stravolti e rivoluzionati con rispetto e originalità. Attraverso un linguaggio fresco e un ritmo veloce e vorticoso seguiamo le vicende delle sorelle Cerrato con interesse e curiosità, sorridendo e spesso ridendo delle loro disavventure. I numerosi personaggi che ruotano intorno a loro, molto ben caratterizzati nei pregi e nei difetti, rendono la narrazione movimentata e incalzante, mai noiosa o scontata.

Lucy…

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