IN PUNTA DI PENNA… “La donna dai capelli rossi “

Leggere Pamuk è come guardarsi allo specchio e vedere riflessi vizi e virtù del proprio animo. In questo romanzo ritroviamo le ormai familiari atmosfere di Istanbul, malinconiche e a tratti ovattate, che sono al centro di tutta la narrativa del premio Nobel per la Letteratura 2006.

Nei dintorni della città, a metà degli anni Ottanta, un bell’uomo “alto e magro”, durante il giorno porta avanti la propria attività di farmacista mentre di notte indossa l’abito del dissidente politico comunista e incontra segretamente gli altri attivisti. Arrestato e torturato dalla polizia, una volta liberato, non fa più ritorno a casa abbandonando la moglie e il giovane figlio. Per contribuire all’andamento economico di una famiglia ormai spezzata il liceale Cem comincia a lavorare in libreria coltivando intimamente il sogno di diventare scrittore. Il destino, però, ha in serbo per lui un percorso più tortuoso che lo farà rimbalzare dalle gioie della passione amorosa al dolore oscuro dei sensi di colpa. L’incontro con il costruttore di pozzi, il mastro Mahmut di  cui diventa apprendista, stravolge la sua esistenza in maniera brutale, catapultandolo in pochi mesi dall’adolescenza alla vita adulta. Assunto per la costruzione di un  pozzo si trasferisce per alcuni mesi nella periferia di Istanbul dove, giorno dopo giorno, instaura con Mahmut un legame profondo, quasi d’amore filiale, che gli regala l’illusione di una nuova figura paterna. Qui conosce per la prima volta anche la disperata ossessione erotica per un’avvenente attrice dai capelli rossi che si concluderà in una notte di passione. La trama si complica, intrecciando sentimenti tormentati che precipitano in un inevitabile epilogo tragico. Un drammatico incidente, a causa del quale Cem si convincerà di avere ucciso il maestro-padre, conclude la prima parte del romanzo in cui si innestano continui paralleli con il mito dell’Edipo Re di Sofocle e il Rostam e Sohrab di Ferdowsi.

Il ritmo lento delle prime pagine lascia il posto ad un incedere più incalzante che nella seconda parte accompagna il radicale cambio di rotta della vita di Cem. Laureato in ingegneria, raggiunge successo e ricchezza ma nulla riesce tenere a bada i demoni che lo perseguitano. Lotta strenuamente per cercare di soffocare l’angoscia e per sotterrare il ricordo di un atto di vigliaccheria che non è pronto a perdonarsi e che, giorno e notte, continua ad affacciarsi violento e ossessivo. Sposa la bella ma sterile Ayse con cui vive serenamente fino a quando il passato non irrompe, improvviso e crudele, per cambiare nuovamente le carte in tavola. La scoperta dell’esistenza di un figlio, nato dalla fugace relazione con la donna dai capelli rossi, porterà alla conclusione drammatica della vicenda.

Tra ossessioni, gelosie e tradimenti Pamuk racconta il rapporto padre-figlio mettendo a nudo le debolezze e le sfumature più oscure di un amore che può sfociare in conflitto e odio.

Mitologia classica occidentale, tradizione e cultura orientali e, infine, modernità si alternano e si fondono in un romanzo complesso ma intenso che fa riflettere dalla prima all’ultima pagina, con lo stile impeccabile e inconfondibile di uno dei più grandi autori contemporanei.

Lucy

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