IN PUNTA DI PENNA… “Un Figlio”

Cosa voglio essere da grande?” scrisse la maestra sulla lavagna. “Rafa Nadal, Beyoncé, Batman, un pilota di navi spaziali dei videogiochi, una vincitrice dell’edizione di The Voice per bambini, una principessa…” risposero gli alunni di quarta elementare. “Mary Poppins” disse uno di loro.

Guille ha nove anni e sogna di essere Mary Poppins. Solitario, taciturno e intelligente ha una sviluppata sensibilità e una vivace fantasia creativa. Ama leggere e disegnare, preferisce stare con le femmine piuttosto che giocare a calcio con i maschi e ha la testa sempre fra le nuvole. Vive in un mondo magico che spesso lo isola dal gruppo dei compagni di classe, ma è sempre allegro e apparentemente sereno. La maestra Sonia lo definisce un bambino “speciale”, ma intuisce che dietro alla “troppa felicità” esibita si nasconde il peso del mondo degli adulti che lo circondano. Il padre Manuel è un uomo introverso e dallo sguardo triste che, rimasto disoccupato, si trasferisce col figlio alla ricerca di un nuovo futuro. Ogni sera piange segretamente davanti al computer e custodisce malinconico e devoto una preziosa scatola di pelle nera. Amanda, madre di Guille e moglie di Manuel, è un hostess che per risollevare le sorti economiche della famiglia ha dovuto accettare un lavoro temporaneo a Dubai. La sua assenza pesa e aleggia misteriosa per tutto il libro. Dalla madre Guille ha ereditato la passione per la lettura e per i musical e un’immensa gioia di vivere.

Ha una sola amica, Nazia, una bimba pakistana dal destino già segnato. Promessa in sposa ad un uomo più grande di vent’anni trascorre le giornate soffocata dalla paura di essere strappata alla famiglia e spedita in Pakistan incontro al suo doloroso e  incomprensibile destino. Guille cerca di insegnarle la parola magica che risolve tutti i problemi, ma “Supercalifragilistichespiralidoso” non è per niente facile da cantare!

Su consiglio di Sonia, Manuel accetta che il figlio venga seguito da una psicologa infantile che con cura e delicata attenzione si appassiona al caso. Maria studia e analizza ogni parola, disegno o segnale criptico di Guille e riesce piano piano a smascherare la grande forza interiore che si cela dietro all’ingenuitá e al candore di un bambino “speciale”.

Palomas in ogni capitolo alterna, con sublime maestria, le voci narranti e fa corrispondere ad ognuna di esse lo stile narrativo più calzante. Attraverso la parola dei vari protagonisti la vicenda si srotola leggera  e appassionante, permettendo al lettore di incastrare le parti di un puzzle che si compone pagina dopo pagina.

Un figlio” è una favola, a volte amara, che avvolge il lettore e lo scuote nel profondo delle emozioni.

Lucy

Un figlio” Alejandro Palomas Neri Pozza, 2016

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