IN PUNTA DI PENNA… ” Benedizione”

Benedizione”, in bilico tra malinconica delicatezza e delicata malinconia, è un ventaglio di emozioni forti e pungenti. È un romanzo corale che racconta la vita in tutte le sue contraddizioni e ingiustizie attraverso le voci di un’intera comunità, a volte unita e solidale ed altre dura e crudele.

Dad, Mary, Lorraine, Willa, Berta e Alice sono solo alcuni degli abitanti di Holt, cittadina del Colorado che, come un genitore silenzioso, osserva i propri figli sbagliare, pentirsi, soffrire e amare.

In una calda e arida estate americana gli ultimi giorni di vita di Dad Lewis si srotolano faticosi e lenti, ma accompagnati dall’affetto premuroso della moglie Mary e della figlia Lorraine. Dad alterna momenti di lucido pragmatismo, in cui si preoccupa del futuro economico della propria famiglia e dell’attività commerciale di una vita, ad altri di smarrimento e angoscia. Mentre il male che lo ha colpito annienta in maniera ineluttabile il suo corpo, il passato si ripresenta goccia dopo goccia e gli divora l’animo. Attraverso i ricordi e i sogni deliranti di Dad entriamo nell’intimo dei rimpianti e dei rimorsi di un uomo che ripercorre gli sbagli commessi. È il fantasma del figlio Frank, lontano da tempo, che irrompe amareggiato e rabbioso al capezzale dell’anziano padre. Le incomprensioni e i silenzi solidificati negli anni sono una ferita aperta che non si rimargina nemmeno allo scadere del tempo. Le pianure sconfinate e gli immensi spazi aperti del Colorado contrastano con lo spazio ridotto in cui è costretto il malato capofamiglia Lewis, incapace nelle ultime pagine di muoversi dal letto. Nella sua mente offuscata dalla malattia e dai medicinali realtà e immaginazione si accavallano e si confondono. Mentre la clessidra di Dad scorre inesorabile la vita del paese prosegue e, attraverso i numerosi flash-back, scopriamo le  vicende personali di ognuno dei singoli personaggi che gravitano intorno alla famiglia Lewis.

Il realismo a volte simbolico di Haruf scandaglia l’animo umano senza filtri di protezione, ma sempre sottovoce e con eleganza.

Il lettore osserva dall’alto lo svolgersi degli eventi e attraverso lo “zoom” dell’autore entra nelle case degli abitanti di Holt e partecipa alle loro esistenze. Ogni capitolo è un capolavoro di cesellatura stilistica e narrativa e potrebbe rappresentare un racconto a sè. La scrittura  asciutta ed essenziale di Haruf racconta le relazioni umane e mette a nudo le debolezze di ognuno di noi.

Le storie di Holt continuano in “Canto della pianura” e “Crepuscolo” che, insieme a “Benedizione”, compongono la cosiddetta “Trilogia della pianura”.

 Lucy

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