IN PUNTA DI PENNA… ” La schiava di Picasso “

Nel freddo inverno del 1936 l’arte e la passione si incontrano al “Deux Magots”, rinomato caffè di Parigi e ritrovo culturale dei surrealisti, e danno inizio ad un doloroso e sadico balletto dei sentimenti. Henriette Theodora Marković, in arte Dora Maar, seduta ad uno dei tavolini del locale si toglie lentamente i guanti e, mostrando le mani eleganti, si esibisce  in un gioco folle e macabro. Afferra un coltello e comincia a pugnalare con forza lo spazio tra le dite affusolate rimanendo impassibile alle ferite inferte. È Pablo Picasso l’uomo che, affascinato e incuriosito, le si avvicina chiedendole in dono un guanto insanguinato. È questo l’inizio di una storia appassionata e crudele che porterà Dora Maar dalla devozione più totale nei confronti dell’uomo amato, all’annullamento personale e professionale. Il loro primo incontro, macchiato di rosso-sangue, diventa presagio del dolore e della lacerazione che accompagneranno Dora durante tutto l’arco della frequentazione con Picasso che trascinandola a fondo, la porterà fin giù negli abissi della depressione. Reduce da una relazione sessualmente violenta e deviata con il filosofo e scrittore Georges Bataille, si lascia sedurre da tutto ciò che l’uomo Pablo e l’artista Picasso rappresentano. Diventa la sua amante, o meglio una delle sue amanti, accettando ogni genere di umiliazione e mortificazione. Per lui abbandona la fotografia e una carriera promettente e, offuscata dalla fama e dal genio del pittore spagnolo, accetta di vivere nell’ombra. Giorno dopo giorno rimane sempre più incastrata nella ragnatela di possesso e potere che l’uomo tesse intorno a lei e finisce  schiacciata dal suo perverso egocentrismo.

Giocattolo di piacere nelle mani di un orco crudele, è la stessa fotografa a dichiarare «Picasso non era il mio amante. Lui era solo il mio padrone».

Intorno a loro si muovono personaggi come Paul Éluard, Jacques Prévert, Man  Ray e Jean Cocteau in una Parigi che comincia a respirare la minaccia dell’assalto di Hitler. Nella Spagna di Picasso infuria la guerra civile e su di lui aleggia la paura di un  futuro incerto.  Dipinge “Guernica” che diventa voce e coscienza di quell’epoca dilaniata dalle guerre.

Nove anni di tormenti porteranno Dora sull’orlo della follia, ma a differenza di altre donne di Picasso finite suicide, riuscirà a rialzarsi con l’aiuto dello psicologo e amico Jacques Lacan.

Si allontana dal suo carnefice e si rinchiude in un esilio spirituale che diventerà il suo rifugio  fino agli ultimi giorni di vita.

Dopo Picasso soltanto Dio”.

Lucy

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