IN PUNTA DI PENNA… “Viva la vida”

Frida Kahlo: un corpo costellato di cicatrici e un’anima lacerata dal demone della Morte, la Pelona. “¡Viva la vida!” è un intenso monologo in cui la pittrice sudamericana si racconta allo spettatore Pino Cacucci, ripercorrendo attraverso pennellate veloci i due incidenti “quasi mortali” che hanno macchiato in maniera indelebile la sua esistenza, l’autobus disintegrato su cui viaggiava a diciotto anni e l’amore avvelenato per Diego Rivera. La giovane Frida, vittima di un destino feroce, si prende beffa della morte e sfugge alla ferita letale di un corrimano che la trapassa da una parte all’altra del corpo. Abbraccia con forza quella vita a cui rimarrà prepotentemente aggrappata fino all’ultimo respiro e con un grido straziante e disperato allontana la Pelona che si stava impossessando del suo corpo indecentemente offeso e umiliato. Sopravvive ad un lungo ed estenuante calvario di ospedali, operazioni, busti e gessi e, immobilizzata a letto per mesi si avvicina alla pittura. Nonostante le numerose fratture e ferite si rimette in piedi e torna ostinatamente a vivere. Deturpata per sempre nel corpo e nell’anima, non riuscirà mai a liberarsi dello spettro della sofferenza e della morte. La Pelona sarà sempre sua compagna di vita e la affiancherà come un demone nascosto.

L’incontro e la relazione con Diego Rivera alimenteranno quel tormento interiore che non avrà mai tregua e che fuso al dolore fisico, la trascineranno implacabilmente verso l’alcool e la morfina.  Passione, tradimento e disperazione si rincorreranno nervosi e violenti trasformando l’amore in un “lento avvelenamento senza fine”. Nonostante il tenace desiderio di donare un figlio all’uomo tanto amato quanto odiato, il corpo guasto e sfregiato di Frida collezionerà una serie di aborti spontanei. È la vendetta della Pelona che, derubata della sua vita, si impossesserà crudele di tutte le piccole esistenze che proveranno a crescere dentro di lei. La Kahlo cercherà conforto tra le braccia di altri uomini e di affascinanti donne, ma incapace di resistere al richiamo delle pulsioni e dei sentimenti più profondi, tornerà sempre a cadere nella trappola dal nome Diego Rivera.    In poche pagine Cacucci ci regala un quadro molto vivido del Messico e dei suoi colori e, attraverso il delirio poetico di una delle principali pittrici del Novecento, ci immerge nel mondo appassionato della sua arte e del suo privato. Frida è una combattente. Piegata fino quasi a spezzarsi si rialza ogni volta determinata a sfidare nuovamente quel destino a lei tanto avverso.

Lucy

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