IN PUNTA DI PENNA… “Mancarsi”

Irene e Nicola non si conoscono, eppure si cercano. Entrambi si ritrovano a dover affrontare, per scelta o per fatalità, la fine di un rapporto e a gestire la recuperata libertà. Hanno in comune un bistrot che frequentano regolarmente, ma le loro vite sembrano destinate a non incrociarsi mai. Stesso tavolo, stesse abitudini, stessa mancanza ma nessun incontro fortuito.

Irene, da poco separata dal marito, è una donna molto procace e avvenente che, pur non passando inosservata agli sguardi maschili, rimane totalmente indifferente alle lusinghe di chi la corteggia. Si prende gioco delle debolezze  degli uomini oppure li usa per appagare i sensi. Ricorda perfettamente e descrive come delle nitide istantanee sia il momento esatto in cui ha realizzato di essere innamorata dell’uomo che avrebbe sposato, sia quello preciso in cui ha decretato dentro di sé la fine del proprio matrimonio. Lascia che il tradimento si insinui nella sua vita e si abbandona alla fragile idea di una temporanea e illusoria felicità. Quando il sogno si trasforma in prevedibile realtà abbandona marito e amante e affronta la solitudine. Irene attraversa disillusioni, errori e fallimenti ma con una predisposizione al cambiamento che la rende, comunque, protagonista attiva della propria esistenza. Nicola, invece, subisce passivamente gli schiaffi della vita. Perde la moglie in un incidente stradale, ma più del dolore si trova a dover affrontare i sensi di colpa nei confronti di un amore finito molto prima che sopraggiungesse la morte. Probabilmente se il destino non si fosse messo di traverso non avrebbe mai avuto il coraggio di lasciare la moglie, pur non amandola più da tempo. Accetta senza condividere la decisione della donna di non avere figli e, nonostante immagini reazioni verbali piuttosto violente nei suoi confronti, si limita al silenzio. Viene definito un gran lettore, ma non ha mai finito un libro. Agogna un’ autonomia e un’indipendenza che, una volta raggiunte, non è in grado di governare: “…Nicola non sapeva cosa farsene di tutta quella libertà. Da un giorno all’altro, la morte di Licia gli aveva svincolato una quantità di tempo che non era preparato a gestire, benché per anni non avesse pensato ad altro”. Irene e Nicola, così diversi, ma così vicini nel desiderio di un amore pieno e potente. Siedono davanti al  poster di Buster Keaton e nel medesimo bistrot aspettano e credono fermamente che “quel qualcuno” arriverà. Solo nell’ultima pagina le sottili e beffarde trame del destino si divertono a sovvertire i meccanismi del “mancarsi”, consolidati fin dall’inizio del racconto, e l’autore lascia intendere che l’incontro tra i due finalmente avverrà. In questo romanzo breve Diego De Silva abbandona la vena ironica che contraddistingue molti dei suoi romanzi e lascia spazio alla riflessione e all’intimismo. Entra nella testa dei personaggi e dà voce ai loro pensieri con un linguaggio confidenziale e uno stile elegante.

Lucy

“Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l’accende, vado in un’altra stanza a leggere un libro”.

Groucho Marx

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