“IN PUNTA DI PENNA…” La parabola delle stelle cadenti

Achille, Nora, Francesco, Gloria, Andrea e Antigone sono alcuni dei personaggi che pagina dopo pagina impariamo a conoscere ne“La parabola delle stelle cadenti”. Quello che inizialmente è solo un asettico elenco di nomi propri, piano piano si anima e prende vita assegnando ad ognuno di essi un colore è un sapore ben definiti. Mentre le vicende tutte “all’italiana” di una famiglia del Nordest si srotolano fluide e coinvolgenti, le caratteristiche dei singoli protagonisti si delineano ad ogni riga e i contorni sfumati diventano sempre più nitidi e ben definiti.

La scrittura pulita e avvincente di Chiara Passilongo ci immerge in un racconto che attraversa trent’anni di storia italiana, narrando l’ascesa e il declino della famiglia Vicentini. Ogni parola, a volte leggera e a volte sofisticata, è scelta accuratamente nel tentativo ben riuscito di rendere credibili e “vivi” i personaggi.

L’imprenditore Achille, lavoratore instancabile e uomo dalle idee ben strutturate, nei primi anni Ottanta decide di trasformare il forno di famiglia di Borgo San Bartolomeo, piccolo paese del nord-est, in un’azienda dolciaria che in breve si impone sul mercato con prodotti innovativi. L’idea di una merendina confezionata a forma di stella cadente arriva la notte del 10 agosto 1981 quando, traboccante di felicità per la nascita dei due figli Francesco e Gloria, dall’ospedale corre spedito verso il paese e sulla sua Giulietta pensa a come festeggiare e onorare al meglio la neopaternitá.

Il futuro dei due ragazzi sembra già scritto: Achille, senza preoccuparsi delle loro reali inclinazioni e passioni, li vuole al suo fianco nella conduzione dell’azienda di famiglia. Gloria, bella e intrigante, lascia che l’amore per un compagno di classe politicamente schierato a sinistra, idealista e affascinante, venga schiacciato dal pesante senso del dovere nei confronti del padre. Invece di seguirlo in una missione umanitaria in Kosovo sceglie di non deludere le aspettative di Achille e di seguirne i sogni.

Francesco, sensibile e taciturno, dimostra fin da bambino una forte propensione allo studio e un amore per la storia che, a differenza della sorella, non riuscirà a soffocare per seguire un destino che non sente appartenergli. In seguito ad un duro scontro con il padre abbandona la famiglia e va incontro alle proprie aspirazioni.

Gli anni scorrono veloci ma intensi e ad ogni capitolo la storia dei Vicentini si evolve, si intreccia e si complica. Le emozioni si alternano prepotenti e il lettore non può fare a meno di partecipare empaticamente agli alti e bassi dei protagonisti. È come se l’autrice, sfogliando un album di famiglia, ne raccontasse passioni e vicissitudini attraverso una sequenza di flash intimi e confidenziali.

Nel quadro famigliare Nora, moglie di Achille e madre dei gemelli, riveste un ruolo nodale e di grande intensità. Il carattere apparentemente mite e accondiscendente della donna nasconde una natura forte e un animo delicato ma risoluto. È l’unica che, non lasciandosi scoraggiare e abbattere dal susseguirsi di litigi e scontri, riesce a contenere le esplosioni irrazionali del marito e, con un filo sottile, a mantenere unità la famiglia.

Ne “La parabola delle stelle cadenti” l’amore viene descritto in tutte le sue sfaccettature, da materno a passionale, da fraterno a filiale, da etero a omosessuale. Le emozioni, a volte violente e crude, raccontano la storia contemporanea del nostro Paese e attraverso gli occhi della famiglia Vicentini viviamo la discesa che, dalla breve parentesi ottimistica degli anni Ottanta porterà alla crisi attuale, travolgendo inevitabilmente anche l’azienda dolciaria “ San Lorenzo srl”.

La narrazione agile ed elegante permette ad ognuno di noi di immergersi e immedesimarsi nella vita dei singoli protagonisti e di affrontare pagina dopo pagina gioie e soddisfazioni, disillusioni e sconfitte, lavorative e sentimentali. La tensione narrativa non cala mai e lo stile pulito e vivace mantiene l’attenzione nei confronti delle vicende narrate sempre vigile e curiosa.

Terminato il ritratto di famiglia e definiti tutti i dettagli dell’intreccio rimane un senso di appartenenza al racconto che solo una lettura vivida e appassionata può regalare.

Lucy

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