“Thérèse e Isabelle”, Isabella Ragonese e Roberta Lanave raccontano l’amore al femminile

Per la rassegna ‘Parole d’artista’ curata dal Teatro di Dioniso, va in scena, il 26 novembre al Teatro Alfieri di Asti e il 27 novembre al Teatro Matteotti di Moncalieri THÉRÈSE E ISABELLE (primo studio) di Violette Leduc, con Isabella Ragonese (Thérèse) e Roberta Lanave (Isabelle). Adattamento teatrale e regia sono di Valter Malosti. In THÉRÈSE E ISABELLE (primo studio), attraverso la fioca luce di un uscio socchiuso vengono spiate le notti in un dormitorio collegiale femminile fatte di silenzio ovattato, passi lungo i corridoi, sospiri trattenuti fra le lenzuola. Sono le notti di Thérèse e Isabelle, complici del loro amore proibito, nato tra i corridoi del collegio. Thérèse che non lo sa ancora, Isabelle che l’ha sempre saputo. Thérèse e Isabelle, protagoniste di un amore devastante e unico, come solo sanno essere le passioni adolescenziali. Di THÉRÈSE E ISABELLE (che ha debuttato in anteprima in alcuni festival estivi: a Roma, per il Festival Garofano Verde, in Piemonte all’interno del Festival delle Colline Torinesi e infine a Bellinzona per il Festival Territori), viene presentato, ad Asti e Moncalieri, un primo studio in cui Thérèse/Violette Leduc rivive nella memoria (anche del corpo) e a distanza di tempo, la propria incandescente scheggia autobiografica. Sorprende e incanta infatti nelle due protagoniste femminili l’assenza di qualsiasi sentimento di colpa e l’estrema libertà di tono. L’omosessualità femminile qui non diventa né dramma né oggetto di rivendicazione e l’iniziazione fisica delle due ragazzine altro non è che amore. La passione delle due adolescenti è infatti semplicemente resa per mezzo di una scrittura vibrante, originale e audace. Nel maggio del 1954 Simone de Beauvoir presentò a Gallimard, dove aveva un grande potere, il manoscritto di un’ opera intitolata Ravages, cioè Devastazioni. Era il primo vero romanzo di una scrittrice né giovane né inserita nell’establishment letterario, la quarantasettenne Violette Leduc, amata da Cocteau e Genet, la quale aveva già dato alle stampe due romanzi brevi con un successo più di stima che di pubblico. Come i due precedenti e tutti quelli che seguiranno, anche questo libro rende incandescente la materia autobiografica da cui trae origine. In particolare, all’inizio del romanzo, si trovava un lungo capitolo, poi censurato, sulla reciproca iniziazione sessuale di due ragazzine in un collegio femminile, una passione erotica deflagrante che dura lo spazio di pochi giorni, esaltati e crudeli: una storia cruda e senza reticenze, come quelle di Genet. La storia di piacere tutto al femminile della Leduc fu però giudicata all’epoca ‘sessualmente scorretta’ e suscitò lo sgomento dei suoi editori. Smembrata, riscritta, soprattutto castigata, la passione delle due collegiali avrebbe avuto una storia letteraria tormentata e mutila per quasi cinquant’anni, fino a quando cioè, nel Duemila, Gallimard è tornato sui suoi antichi passi tirando fuori la versione integrale di Thérèse et Isabelle: Thèrése non è nient’altro che il primo nome di battesimo di Violette Leduc, e l’autrice con grande tenerezza poetica e uno stile visionario e febbrile traduce in parole, come un funambolo, l’erotismo: “cerco di tradurre nella maniera più esatta… Le sensazioni dell’amore… Spero che questo non sembrerà più scandaloso delle riflessioni di Molly Bloom alla fine di Ulysse…”.

ISABELLA RAGONESE ha debuttato al cinema con Nuovomondo di Emanuele Crialese. È poi stata la protagonista, tra gli altri, di film di Paolo Virzì e Daniele Luchetti (Nastro d’Argento come migliore attrice non protagonista per La nostra vita). In teatro è stata, fra gli altri, Orlando dal romanzo di Virginia Woolf e la protagonista di African Requiem, ultima fase del progetto di Stefano Massini dedicato alla tragica scomparsa della giornalista del TG3, Ilaria Alpi. Ha recentemente interpretato il ruolo di Paolina Leopardi ne Il giovane favoloso il film di Mario Martone su Giacomo Leopardi, presentato al Festival del Cinema di Venezia lo scorso settembre. 

ROBERTA LANAVE già allieva della Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino, ha recitato ne Sogno di una notte di mezza estate e Amleto, per la regia di Valter Malosti, e nel recentissimo La Tour de la Défense di Copi per la regia di Elena Serra, spettacolo-anteprima della rassegna Parole d’Artista 2014/2015, presentato lo scorso ottobre al Superbudda di Torino e al Diavolo rosso di Asti.

Info e biglietteria: ASTI Teatro Alfieri | Via Leon Grandi 16 | Tel. 0141 399057 –  MONCALIERI Teatro Matteotti |  Via Matteotti 1 | Tel. 6403700 –  Biglietti: Intero:  12 euro |  Ridotto:  (over 65, studenti) 7 euro – Abbonati stagioni Asti e Moncalieri: 10 euro.

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