Lolly Berto: una vita per l’arte e il ricordo dell’indimenticabile Alberto Sordi

Proponiamo di seguito un’intervista all’artista Lolly Berto, che si racconta a 360° tra arte, teatro e fotografia. Si ringrazia Daniela Lombardi Press Office. 

Chi è Lolly Berto?

Lolly Berto è Pierina Berto. Quand’ero piccola, la mia sorella maggiore, Maria, mi ha chiamato Lolly per imitare la sua amichetta che, per gioco, aveva  sopranominato la propria sorella minore, con il nome di Lolly. Da allora tutti in famiglia mi chiamarono Lolly ed è in questo nome che mi riconosco. Infatti quando qualcuno mi chiama Pierina, penso che si rivolga ad altri e non a me.

Perché Jesolo – Roma?

Sono nata a Iesolo, vicino alla splendida Venezia , poi i miei si sono trasferiti in Piemonte e dopo aver trascorso l’infanzia e l’adolescenza ad Alessandria, sono andata via di casa per seguire il mio futuro compagno, un artista del circo, volevo realizzare il mio sogno di lavorare nel circo e diventare acrobata. E dopo varie attività svolte insieme, ci siamo fermati a Roma.

Se ti dico capocomica tu cosa mi rispondi?

Capocomico è il capo di una compagnia, che svolge la sua attività nei teatri e altri spazi artistici. Io personalmente ho gestite più di una compagnia di rivista, di cui ero la responsabile e in regola con la licenza.

Che posto ha nel tuo cuore  il grande Alberto Sordi e perché?

Alberto Sordi è stato uno dei miei attori preferiti, nutrivo una grande ammirazione per lui e quando ha girato “Nestore l’ultima corsa”, di cui era regista e protagonista, in veste di agente cinematografica,  gli procurai l’attrice protagonista, Cinzia Cannarozzo, che ricoprì il ruolo della figlia Iris.  Lo considero tutt’oggi un gradissimo attore, uno dei pochi, ineguagliabile nella recitazione, e ricco di umanità e generosità.  Egli resterà sempre nel mio cuore.

Fotografia?

Amo la fotografia e sono autodidatta. Ho fotografato in teatro, nella moda, e in tutte le occasioni che lo richiedevano incontrando molte difficoltà. Per un breve periodo sono stata fotografa al teatro Argentina di Roma.

Cinema?

Da ragazza volevo fare l’attrice, ma per motivi di fotogenia, che non avevo, ho incontrato molte difficoltà e in più ero timida e l’ambiente richiedeva spigliatezza.

Teatro?

Con il mio compagno abbiamo formato delle compagnie di rivista, esibendoci nei teatri in Italia e all’estero.

Perché scrivi e per chi scrivi?

Amo scrivere, sono fantasiosa e creativa e soprattutto curiosa di ciò che mi accade intorno; osservo la realtà e fantasticando viaggio con la fantasia inventando storie di gente comune e disperata riportandole sulla carta.

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