Rusties

Sabato 30 Aprile 2011 ore 21,30 – ingresso libero  RUSTIES a Gandino (BG) presso ilRigel Cafè

West Coast Sound – presentano il nuovo album “Wild Dogs”

 Continua la rassegna PRIMAVERA MUSICALE a GANDINO 2011, sottotitolata “di qua e di là dell’Oceano”, con il concerto dei bergamaschi RUSTIESal Rigel Café di Gandino. Dopo le ottime performance di Cathryn Craig & Brian Willoughby, sarah pierce e la sua band e dell’intimista Jo Hamilton,è ancora all’insegna della musica americana il loro concerto, che affonda le radici nel repertorio di Neil Young e della West Coast in genere, ma che si sviluppa con un sound sempre piu’ originale; ora i RUSTIES non sono piu’ una cover band ma negli anni hanno assunto una propria identità e vantano un repertorio proprio, tradotto in alcuni albums che possono essere additati tra i prodotti migliori degli ultimi tempi in Italia e non solo.

Il loro è sempre un concerto da non perdere, perchè riserva sorprese continue.  

“We need a wonderful and peaceful revolution…”

 I Rusties sono una vera anomalia del panorama rock genuinamente indipendente: dopo esser stati per oltre un decennio un’apprezzata e attivissima (anche all’estero, soprattutto in Germania) tribute band dedicata al repertorio del leggendario rocker canadese Neil Young (centinaia i concerti e ben quattro album pubblicati tra il 1998 e il 2008 in questa veste), con il CD Move Along del 2009 (la cui intensa title track era interpretata da Cristina Donà) il quintetto bergamasco ha dimostrato di avere personalità, motivazioni e, soprattutto, canzoni solide per poter tranquillamente camminare con le proprie gambe.

“Wild Dogs” (ovvero “Licaoni”, ma traducibile anche come “Cani Sciolti”) è un album importante nel panorama del rock italiano attuale: le canzoni sonocantate nelal lingua madre del rock, ma parlano la lingua universale dlel’oggi, del qui e adesso. E lo fanno con un linguaggio musicale talmente ricco da gettare una luce del tutto inedita sul profilo di un gruppo italiano il cui percorso è partito il secolo scorso dalle piu’ infide birrerie della valli bergamasco/camune(che comunque ancora oggi, talora, frequentano) ma ha, da sempre, gettato lo sguardo oltre i ristretti confini nazionali, portandoli a calcare palchi di prestigio internaizonale tra cui il Fehmarn Open Air, storico festival tedesco dove si sono esibiti come headliners lo scorso settembre di fronte a piu’ di 12.000 persone.

 Un approccio e un sound memori della tradizione della Grande Musica, ma che rifuggono le catalogazioni di genere e che vogliono affermare l’unicità di un gruppo di musicisti che non è mai sceso a compromessi (basti dire che non hanno mai avuto un vero e proprio management) e che ha fatto dell’amore per la Musica la propria sola e unica Musa ispiratrice.

 Un amore che si rivela appieno nell’ascolto di queste canzoni, e che ha conquistato i molti amici/artisti dei quali la band guidata da Marco Grompi ama da sempre circondarsi: il fatto che un’artista straordinaria come Mary Coughlan (da molti definita la “Billie Holiday d’Irlanda”) abbia voluto interpretare una canzone graffiante come Wild Dogs (un brano che parla dei “licaoni che fanno branco” per sbranare una “nazione addormentata dalla televisione”) è per i Rusties sia la realizzazione di un sogno sia motivo di grande orgoglio.

  Allo stesso modo è bello constatare come un amico di lunga data e songwriter tra i più apprezzati per il piglio letterario delle sue composizioni come Andy White (nell’arco di una carriera ultraventicinquennale ha ottenuto importanti riconoscimenti e lavorato con gente del calibro di Peter Gabriel, Sinead O’Connor, Finn Brothers/Crowded House,Hothouse Flowers e moltissimi altri, tra cui anche Edoardo Bennato) abbia voluto collaborare con i Rugginosi anche in sede di scrittura e di co-produzione: i suoi preziosi consigli sono particolarmente evidenti in un brano come Oh, Rory, scritto a quattro mani assieme al chitarrista Osvaldo Ardenghi e dedicato al grande guitar hero irlandese Rory Gallagher.

 Alcune tra le più promettenti voci femminili del panorama attuale (Veronica Sbergia, Elena Vittoria e Ila) e gli amici di sempre ( la violinista Jada Salem , i chitarristi Robi Zonca e Paolo Filippi e il batterista Teo Marchese), completano il cast di un lavoro nel quale i Rusties hanno messo anima e sangue, e che, ancor più del precedente Move Along, è destinato a ritagliarsi un posto speciale tra gli amanti della Musica. Non potrebbe essere diversamente per un album che spazia dal rock più viscerale (Lady Rider, The Ungrateful Child) alle ballate più lievi (Not Enough Love, Hard Dreamers), citando i Grandi Maestri (il Neil Young di Razor Love, aggiunta come irrinunciabile bonus track con la voce di Mary Coughlan ancora protagonista e il Boss di Adam Raised A Cain, già ascoltata in occasione dell’album tributo For You 2: A Tribute To Bruce Springsteen) e inanellando perfino un brano dal vago sapore flowerpowerfunkyblues come Lose My Love.

 Addentratevi nel mondo dei Rugginosi perché i Rusties, come dice di loro lo scrittore Davide Sapienza, “hanno osato credere a qualcosa che sta oltre il tempo e anche oltre se stessi come individui, e dentro la mente consegnandoci due album che non si collocano nel 2009 o nel 2011, bensì in quel momento magico che solo la musica proveniente dalla sorgente primordiale sa rivelare all’orecchio capace di discernere tra rock-rifatto in clinica estetica, e three chords and the truth”.

 RUSTIES:

Marco Grompi: voce,chitarre

Osvaldo Ardenghi: chitarre,cori

Massimo Piccinelli: tastiere,cori

Dario Filippi: basso,cori

Paolo Guerini: batteria

guest JADA SALEM: violino

Discografia:

2002 – Rusties Never Sleep (FHG)

2005 – Younger Than Neil (FHG/IRD)

2007 – Live In Germany (FHG/IRD)

2008 – Last Rust… The Best & The Rest (FHG/IRD)

2009 – Move Along (Tube Jam)

2011  – Wild Dogs (Tube Jam)

www.rusties.it  (under construction)

www.myspace.com/rustiesband

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