10 domande a… La Scelta

Li abbiamo “scelti”! Era naturale farlo: un’esibizione fantastica all’ultimo Festival di Sanremo, una musica coinvolgente, un progetto discografico frutto di artisti giovani ma già maturi nel loro esordio.Suggestioni, contaminazioni etniche, rock, taranta, funk. Agitare, non mescolare. Si chiamano La Scelta, sono cinque ragazzi di Roma insieme dal 2003, che si affacciano alla scena musicale ed autorale italiana con un connotato evidente: l’identità forte. Sono figli legittimi della scena New Rock che invade la Capitale da oltre un decennio, la loro musica parla lingue diverse, attinge dal ricco sottobosco italiano, guarda all’Europa, va a curiosare in giro per il Mediterraneo. Siamo sul terreno del suono multiculturale ma con radici salde nella tradizione testuale italiana. Dopo il successo sanremese de “Il nostro tempo” (classificatosi al secondo posto nella categoria “Giovani”) è uscito il primo album del gruppo, prodotto da Flavio Di Pinto insieme alla Novo Sonum su etichetta TIENI DURO in collaborazione con STEAMROLLER di Piero La Falce (distribuzione HALIDON). Abbiamo incontrato Mattia del Forno, voce della band: buona lettura! Ah, un ultimo consiglio: sceglieteli!

1. Ciao Mattia! Innanzitutto, complimenti! Il nostro tempo è piaciuto moltissimo, così come la vostra performance sul palco dell’Ariston. Ci racconti la tua esperienza?

Grazie per i complimenti, è stata una bellissima esperienza…Il palco dell’Ariston ci ha fatto provare emozioni forti, nuove. Il festival di Sanremo è un concentrato di adrenalina che si diffonde nell’aria e la respiri in ogni istante, in giro, fra l’euforia e la curiosità della gente…psicologicamente è stata una bella prova di resistenza,musicalmente ci ha portato tante soddisfazioni.

2. Cosa significa per te “scegliere” la propria identità musicale nel complesso panorama discografico nazionale e internazionale?

Quando inizi a scrivere cose tue in principio cerchi sempre un punto d’ispirazione, spesso cerchi di identificarti con quel cantante o quella band che ritieni sia il top per te, il traguardo che vorresti raggiungere…successivamente capisci quanto è importante non assomigliare a qualcuno e… quanto è difficile! Avendo ascoltato tanta musica è facile comporre e cadere in suoni o melodie già “ascoltate”, non lo fai apposta, semplicemente ormai fanno parte di te, del tuo background musicale,allora devi tirare fuori la parte emozionale, quella che puoi solo tu capire…e poi…sperare che anche gli altri del gruppo la comprendano e ci mettano del loro…arrivare ad un sound unico (od originale che sia) vuol dire aver “elaborato emozionalmente” altri sound.

3. Il tuo gruppo si presenta come un progetto in continua evoluzione: dove volete arrivare e che cosa volete comunicare al vostro pubblico?

Vogliamo sorprendere, sempre. Per fare ciò dobbiamo prima di tutto sorprenderci noi! Capire che non esiste un traguardo definito…la musica e le canzoni possono portarti ovunque e in qualsiasi forma tu voglia. A volte escono cose che ci fanno sobbalzare dalla sedia perché impossibili anche per noi da decifrare, miscugli di suoni e arrangiamenti azzardati che ci danno stimoli importanti, sono benzina per la nostra mente.

4. La mescolanza fra terre, popoli, colori è racchiusa nel brano più rappresentativo, “Il Nostro Tempo”. E’ forte il richiamo ad atmosfere arabe e africane, un pezzo moderno, di profonda riflessione sociale: viviamo in una società multietnica, destinata a cambiare nel tempo, a diventare ancora più “colorata”. “Mi sento un africano metropolitano… la mia casa è un altopiano al centro di Milano… e mi sento umano…”. Necessità di respirare e vivere questo scambio culturale invece di tenere occhi e mente chiusi. Il tema affrontato, di estrema attualità, è valso al gruppo il premio AFI (Associazione dei Fonografici Italiani), “per aver ribadito con questa canzone il ruolo della musica come fattore di mediazione e come stimolo al confronto”. Come è nata questa canzone così rappresentativa?

E’ un brano che ha subito numerose rivisitazioni durante questi anni: avevamo l’intro, le strofe ma mancava ancora un inciso “forte”. Come spesso ci succede, per trovare l’inciso alla fine abbiamo stravolto il pezzo e siamo arrivati alla versione definitiva, cambiando anche tutto il testo! Volevamo che sia nelle parole che nella musica risultasse forte il concetto di una “nuova realtà”, moderna e multicolore.

5. La nostra generazione (siamo coetanei) vive, a mio parere, un periodo di grande incertezza sociale: condividi?

Si e no, forse noto più di incertezza da parte della “nuova generazione”, a mio avviso un po’ apatica e senza stimoli forti, come se avesse giù vissuto tutto. Colpa dei media? O della NOSTRA generazione di trentenni genitori poco interessati ai figli?

6. Il vostro primo album è particolarmente denso di “comunicazione”, a partire dalla copertina. Come è nato questo lavoro anche dal punto di vista dell’immagine?

Cerchiamo di non dare alle cose un ruolo così netto e definito…La copertina dell’album lascia una libera interpretazione a chi la guarda , in essa ci vediamo Noi stessi, le nostre 5 vite portate lontano dai sogni, verso un’ingenua libertà.

7. A quale programma televisivo o a quale eventi vorreste partecipare?

Un sogno, dopo il Festival naturalmente, lo abbiamo già realizzato: abbiamo partecipato al concerto del 1 maggio a Roma in piazza San Giovanni. Per noi un evento unico, vissuto prima d’ora sempre dall’altra parte delle transenne. Vogliamo suonare tanto, ovunque…perché ogni posto ha la sua piccola magia…

8. Il fatto di essere un gruppo maschile impone ovviamente un’attenzione al gradimento estetico del pubblico femminile. Che rapporti avete con il vostro look?

Ci siamo posti il “problema”del look prima di andare a Sanremo, ma il nostro era più un discorso di trovare uno stile “omogeneo”. Ci siamo allora affidati ad una persona, Alex Di Stefano,che è riuscito a capire e ad avvicinare lo stile di ognuno di noi a quello dell’altro senza stravolgerne la personalità.

9. Cambiamo argomento: cantante preferito, gruppo preferito, film preferito!

Mi prendi in controtempo…..dunque…. Bono vox e John lennon, Jovanotti ,Coldplay, Beatles, film….The Elephant man, Le fate ignoranti, Non ci resta che piangere.

10. Che cosa non scegliereste più?

Nulla. Credo sceglierei e rifarei le stesse cose, mi sento felice.

http://www.lascelta.net

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...