
Tutti in… pista!
10 domande all’ex campionessa olimpica, oggi mamma sportivissima ed ambasciatrice dello sport made in Italy. (di Alberto Nano)
Sabato 2 aprile, Alassio torna ad ospitare sulla sua spiaggia la Gara “Sci di Fondo on the beach”, promossa dall’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Alassio e organizzata dall’Agenzia Eccoci in collaborazione con l’Associazione Albergatori Alassio-Laigueglia, Comune e Pro Loco di Limone Piemonte, Bottero SKI. Madrina della manifestazione, che prenderà il via alle ore 10.00 sulla spiaggia davanti alla passeggiata Dino Grollero, sarà la campionessa olimpica di sci di fondo, a tutti gli effetti ambasciatrice dello sport made in Italy nel mondo, con una carriera sfavillante coronata da due medaglie d’oro alle Olimpiadi.
In attesa di incontrarla d Alassio, ecco 10 domande in anteprima:
- 1. Stefania, madrina di “Sci di fondo on the beach”. Come vivi questa manifestazione così rivoluzionaria?
E’ un progetto divertente ed intelligente! Sono molto contenta di partecipare come madrina di questa edizione. Lo sci di fondo è uno sport completo, accessibile, piacevole e a questo punto direi non soltanto sulla neve! Questo sport di permette veramente di vivere a stretto contatto con la natura, quindi se possiamo trasferirlo anche on the beach è sicuramente un’occasione per apprezzare la splendida spiaggia ligure.
- 2. Che cosa ti ha colpito della manifestazione?
Innanzitutto ho apprezzato molto la possibilità di estendere a tutti questo sport. Inoltre mi ha fatto piacere vedere la collaborazione sinergica dell’ l’Associazione Albergatori Alassio-Laigueglia, Comune e Pro Loco di Limone Piemonte e Bottero SKI.
- 3. Parliamo della tua carriera: tanti successi ma anche numerose difficoltà. Qual è stato il momento più difficile che hai dovuto affrontare?
Ci sono stati molti momenti duri, soprattutto a livello fisico. Tuttavia, sono un Capricorno, quindi ho la testa dura! Devo dire che proprio grazie alla mia costanza sono riuscita ad affrontare situazioni delicate, prima fra tutte un’operazione al piede che ha messo in serie difficoltà la mia carriera sportiva.
- 4. Alle Olimpiadi invernali di Torino nel 2006 sei stata tedofara, nonché una delle protagoniste nel dietro le quinte: che ricordi conservi dell’evento?
E’ stata un’esperienza indimenticabile e toccante, soprattutto per una piemontese doc come me. Ricordo quel momento come un’emozione da brivido, un’esperienza non comune, che non potrò mai scordare. Ho ancora davanti agli occhi le immagini di quando hanno comunicato l’ordine dei tedofori e quando Debora Compagnoni mi ha consegnato la fiaccola e mi sono avviata verso il braciere. Infinità di mani che volevano toccare la fiaccola, un corridoio di gente, atleti e… l’accensione. Che emozione!!!
- 5. Da Alberville nel 1992 ad oggi: com’è cambiato lo sci e soprattutto lo sci di fondo?
Direi che è diventato molto più popolare ed è un bene. Le distanze sono più “umane”, proprio per poter avvicinare più gente. Inoltre ci sono state numerose migliorie a livello tecnologico. Vedo certamente uno scenario positivo.
- 6. Chi è oggi Stefania Belmondo?
Direi una donna felice ma soprattutto una mamma di due bambini. Sono soddisfatta per quello che ho fatto e mi ritengo fortunata per aver potuto trasformare la mia passione in un vero lavoro.
Oggi sono una guardia forestale nel cuneese, commentatrice radiofonica di numerose gare nonché ambasciatrice dello sport nelle scuole! Inoltre sto sviluppando insieme all’Università di Torino il progetto “Educazione e valore dello sport”.
- 7. Rimpianti?
Assolutamente no. Sono soddisfatta e felice. Il mio obiettivo oggi è continuare a sostenere uno sport che è stato ed è la mia vita.
- 8. Passerai il testimone ai tuoi figli?
Sono piccoli e non voglio sbilanciarmi. Per ora sanno sciare e amano lo sci perché è un modo meraviglioso per essere a contatto con la natura. Non voglio spingerli né stressarli: l’eredità che hanno alle spalle è abbastanza complicata, quindi le loro scelte devono essere assolutamente naturali e mosse esclusivamente da una grande passione. .
- 9. Che cosa significa per te essere un’atleta?
Significa avere tantissima costanza, impegno, determinazione. Essere atleti professionisti significa fare sacrifici costante e dover affrontare tanti sforzi sia a livello fisico sia a livello psicologico. L’amore per lo sport è la molla che ti spinge ad far fronte a tutto facendoti sentire sempre fortunata nel poter realizzare un tuo sogno.
10. Chi è stato il tuo mentore?
Decisamente la mia famiglia e mio padre. Proprio per questo è bello condividere uno sport con le persone che ami.
Per maggiori informazioni e curiosità su Stefania www.stefaniabelmondo.it
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